Storia

Storia della sezione: Città di Castello

Adagiata sulla sponda sinistra del Tevere e distesa su una docile e fertile valle Città di Castello non ha tradizioni montanare ne memorie alpinistiche.

Testi e cronache narrano di vita contadina, di bravi artigiani del mobile, della ceramica e della carta che hanno poi costruito quella che è l’attuale economia della zona. Ma, a scavare con più attenzione, troviamo aneddoti e racconti di campeggi delle parrocchie e di ragazzi guidati da preti operosi, condotti con pochi mezzi, scarse conoscenze (e molta fortuna evidentemente) sui monti dell’Appennino, ma anche sulle Alpi occidentali e sulle Dolomiti, di personaggi come Duca Luca e Amleto Bambini sul Monte Nerone in cerca di avventura.

Perché i tempi fossero maturi per la creazione di una organizzazione stabile e solida che pianificasse con cognizione di causa e sistematicità l’andare in montagna si è dovuto attendere il 1985 quando un gruppo di appassionati speleologi, dopo aver esplorato con buoni successi le cavità dei monti vicini, hanno avvertito la necessità di vivere la montagna anche all’aperto, in modo consapevole e organizzato e hanno deciso di creare una Sezione del Club Alpino Italiano a Città di Castello. È stato davvero sorprendente scoprire quante persone in Alto Tevere che praticavano attività individuali fossero attratte dalla montagna e raggiungere i cento soci, necessari per avere la legittimità giuridica, è stato un attimo.

Inizialmente le attività si concentrarono sull’escursionismo di base, ma già nel 1986 un paio di giovani soci partecipò ai corsi di roccia e in seguito anche di scialpinismo, sci da fondo escursionistico, di arrampicata libera e di escursionismo a livelli più avanzati, cominciando così la crescita tecnica dell’associazione che continuerà e proseguirà fino ad oggi, grazie anche all’ingresso di personaggi di notevole esperienza nazionale e internazionale.

Con l’entusiasmo alle stelle furono intraprese innumerevoli iniziative. Dopo le escursioni giornaliere cominciarono quelle di più giorni per raggiungere le montagne delle Alpi. La prima settimana verde (che allora si chiamava “accantonamento estivo“, termine residuale dell’epoca fascista e mutuato dal gergo militare) si svolse nel 1986 in Val Senales e durò quindici giorni. Contemporaneamente cominciarono durante le festività natalizie le settimane bianche ad Alba di Canazei alloggiati presso la casa della F.U.C.I.

Le conoscenze tecniche acquisite consentirono di avviare le attività alpinistiche che cominciarono proprio nel 1989 sulla regina delle montagne con la salita dal versante italiano del Monte Bianco, per proseguire con ascese sulle principali montagne di tutto l’arco alpino. Furono ripetuti itinerari alpinistici sulle Dolomiti e sul Gran Sasso e ne furono aperti di nuovi sulle montagne dell’Appennino umbro marchigiano.

La voglia di raccontare queste esperienze fu il presupposto per la nascita nel 1988 del notiziario sezionale che fu chiamato “Dalla parte della montagna”, a indicare la vocazione ambientalista dell’associazione. Inizialmente di dodici pagine, le attuali sessantaquattro faticano a contenere tutta la voglia dei soci di raccontarsi. Presente ormai con regolarità alla rassegna cinematografica “Trento film festival” nella sezione editoria, compie adesso giusto trent’anni.

Oggi la Sezione conta centinaia di soci che partecipano alle varie iniziative e decine d’istruttori titolati nelle varie discipline e a vari livelli. Oltre a fornire la loro esperienza e conoscenza per le attività sezionali molti di loro appartengono alla Scuola di Alpinismo, sci Alpinismo, Sci da Fondo Escursionistico e Arrampicata libera umbra “G. Vagniluca” e al Soccorso alpino e contribuiscono insieme agli istruttori delle altre Sezioni affiliate alla realizzazione di corsi per insegnare ai soci ad andare in montagna con la maggiore sicurezza possibile.

Più viva che mai: le iniziative attuali coprono tutte le settimane dell’anno e spaziano dall’escursionismo di uno o più giorni, sia in Italia sia all’estero, all’alpinismo, allo sci nelle sue varie forme, al torrentismo, alla mountain bike.

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