Gasdotto NO GRAZIE

In questi giorni è rimbalzata in Altotevere una notizia a dir poco allarmante: un gasdotto di notevoli dimensioni sta per solcare le nostre verdi colline!

Stiamo parlando del progetto della SNAM SpA, un metanodotto che, da Brindisi attraverserà tutta l’Italia Appenninica per arrivare (per ora) a Minerbio, vicino a Bologna. L’Umbria sarà interessata per circa 200Km, l’Altotevere nei comuni di Città di Castello e Pietralunga.

Cos’è questo gasdotto?: un “tubo” di notevoli dimensioni (120 cm di diametro), posto in opera all’interno di una trincea di 5 metri, cui corrisponde, come area interessata ai lavori, una servitù di 40 (QUARANTA!) metri per tutta la lunghezza della linea! Ciò vuol dire che verrà disboscata (ove previsto) un’area di 20 m per lato dove, a parte la vegetazione erbacea, non cresceranno più alberi…

Ma non basta: per attuare un’opera di simili proporzioni bisogna portare in loco mezzi pesanti, costruire strade od allargare quelle preesistenti, costruire infrastrutture a servizio delle maestranze che vi lavorano, cabine di decompressione per la spinta del gas nel condotto, pozzetti per l’esplorazione e quant’altro!... Tutto questo per portare il gas non alle popolazioni locali (come ci si potrebbe aspettare), ma per servire una società privata inglese che fornirà gas naturale ai sudditi di sua Maestà la Regina Elisabetta!!!

Il percorso designato poi è quanto meno singolare: la cresta appenninica ricca di ambienti naturali, oasi di protezione e Parchi Naturali, aree SIC (Siti di Interesse Comunitario), aree cioè ancora per gran parte preservate dalla presenza intensiva dell’uomo (basti pensare che ancor oggi nidifica l’Aquila Reale!) e che ci vedono spesso protagonisti attivi come fruitori delle bellezze naturali durante le nostre camminate domenicali.

Questo, comunque è solo un altro tassello di un “puzzle” che prevede la costruzione di impianti eolici a Bocca Trabaria, a Colfiorito e nella vicina vallata del Chienti, la recinzione dei laghetti “pantani” tra Umbria e Lazio, l’apertura al pubblico di nuove grotte sul monte Cucco, ecc…

A Città di Castello è sorto il comitato“no tubo” che in questi giorni ha fatto parlare di sé sui giornali e sulle televisioni locali. Gli amici del comitato ci hanno invitato ad un incontro pubblico con alcuni esponenti di Apecchio e lì abbiamo appreso le notizie che vi stiamo riportando.

Come Club Alpino Italiano abbiamo assicurato il nostro appoggio e abbiamo allertato la Commissione Centrale TAM (Tutela Ambiente Montano) del CAI e le Commissioni TAM dei Gruppi Regionali CAI dell’Umbria e delle Marche nelle figure dei loro Presidenti.

Questo articolo ha lo scopo di divulgare tale notizia affinché si crei un movimento che possa far riflettere quegli amministratori pubblici che hanno dato il via libera al passaggio del gasdotto nei nostri territori, forse sottovalutandone le conseguenze, e che si possa ripensare alla scelta del tracciato attuale.

È infatti estremamente importante rivedere i presupposti e i criteri che hanno indotto alla scelta di un tale tracciato per valutare soluzioni in sintonia con le esigenze del paesaggio e le peculiarità ambientali della nostra Regione.



dicembre2007